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Interim Manager e Temporary Manager:
qual è la differenza?

C’è ancora molta confusione quando si parla di ruoli come Interim Manager e Temporary Manager. In una recente intervista, Michele Bruno, Managing Partner di EIM Italia, ha approfondito l’argomento con Pietro Varvello, Executive e Business Coach.

In questo nuovo breve video potrai approfondire:

  • Quali sono le principali differenze tra gli Interim Manager di EIM Italia e la figura tradizionale del Temporary Manager;
  • quando un Interim manager è la miglior soluzione per far succedere il cambiamento;
  • quali sono le principali caratteristiche che aiutano un Interim Manager ad avviare un processo di trasformazione in un’azienda;
  • cosa rende un Interim Manager la miglior alternativa ad un approccio consulenziale.

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Intervista EIM · 2021

Partecipanti

  • Pietro Varvello Executive e Business Coach · intervista
  • Michele Bruno Managing Partner, EIM Italia · intervistato

In sintesi

Breve intervista, prima di due parti, in cui Pietro Varvello chiede a Michele Bruno che differenza ci sia fra il temporary manager tradizionale e l'executive interim manager di EIM, e quali caratteristiche EIM cerchi nei manager che manda in azienda. Bruno lascia da parte la questione dei nomi e distingue due tipi di intervento: coprire in urgenza una casella rimasta vuota, facendo con competenza quello che farebbe chiunque in quel ruolo, oppure guidare una trasformazione strutturale anche dove il management è al completo, costruendo processi e organizzazioni che non ci sono.

Nel secondo caso, spiega Bruno, oltre alla competenza funzionale e a una certa vicinanza di settore conta la competenza tematica: che cosa quel manager è già riuscito a far succedere. È il terreno dei processi trasversali, come il sales and operations planning o la cash conversion, e un'alternativa all'approccio consulenziale, perché il cambiamento non si ottiene dicendo alle persone come lavorare ma facendolo. Al manager si chiede di diagnosticare rispetto a modelli di riferimento, proporre il cambiamento, costruirvi intorno il consenso e farlo accadere in modo misurabile.

Take-home messages

  • Prima di scegliere il manager, chiarire il tipo di mandato: coprire in urgenza un ruolo rimasto vuoto oppure guidare una trasformazione strutturale (Michele Bruno).
  • Chi copre una casella vuota deve adattarsi in fretta, ma in sostanza fa con competenza ciò che farebbe qualunque manager di quel livello in quel ruolo (Michele Bruno).
  • Una trasformazione strutturale può servire anche a management completo: costruire processi e organizzazioni che non esistono e misurare ciò che prima non si misurava (Michele Bruno).
  • Per un mandato di trasformazione il criterio decisivo è la competenza tematica, cioè che cosa la persona ha già fatto succedere, più del ruolo ricoperto (Michele Bruno).
  • Sui processi trasversali — sales and operations planning, cash conversion, top line growth — l'interim management è un'alternativa alla consulenza: il cambiamento si ottiene facendolo, non spiegandolo (Michele Bruno).
  • La sequenza richiesta è diagnosticare rispetto a modelli di riferimento, proporre il cambiamento, costruire il consenso intorno a esso e farlo succedere in modo misurabile (Michele Bruno).
  • Anche aziende grandi, che si danno per strutturatissime, possono essere meno avanti dei benchmark del proprio settore (Michele Bruno).

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